Paintings | WAITINGFOR | 2008 2009

Cage - Olio su legno 100x100cm 2012
Cage - Olio su legno 100x100cm 2012
Di passaggio - Olio su tela 130X130cm 2012
Di passaggio - Olio su tela 130X130cm 2012
Cadente - Olio su tela 70x100cm 2009
Cadente - Olio su tela 70x100cm 2009
Open space - Olio su tela 100x100cm 2008
Open space - Olio su tela 100x100cm 2008
Osmosi - Olio su legno 100x70cm 2011
Osmosi - Olio su legno 100x70cm 2011
Sentinella - Olio su carta 29,7x21cm 2013
Sentinella - Olio su carta 29,7x21cm 2013
Snow - Olio su tela 100x80cm 2008
Snow - Olio su tela 100x80cm 2008
Stand by me - Olio su tela 70x50cm 2009
Stand by me - Olio su tela 70x50cm 2009
Tempo e memoria sono inseparabili: se c'è l'uno, quando c'è, c'è pure l'altra e viceversa, sempre. Qual è il colore del tempo, e quale quello della memoria? E quello del sogno? Il tempo ricordar come quello sognato, quello che attraversa sogno e memoria,non sta mai fermo-talvolta mosso e rapace, vorace, talvolta lento è disteso, paziente, o pure altrimenti sospeso. Il tempo sospeso, compreso quello srl sogno e memoria, e' il tempo che resta dopo aver messo in parentesi l'altro, un tempo che si neutralizza, e che si fa da parte, si fa isolate qualcosa di particolare, non dettato dall'aleatorio ovvero da una finalità necessaria, ma come singolare e unico, senz'aggiungere però, a quanto esso isola, alcuna speciale lezione da impartire. Il nero e bianco, con le cascate intermedie di grigio -ma pure, quante cascate di nero e bianco in queste Opere?-invitano a osservare, a guardare, e infine a vedere. Le loro straniate posture volumetriche, umane e non -umane, fermano e raffermano, mettono fra parentesi il tempo non sospeso, assieme alle sue impegnative percezioni cromatiche di una scelta coloristica, e consegnano il visto al suo isolamento più essenziale, sgombero di ogni percezione decorativa, e infine dimentico di qualunque memoria fotografica. Questa scelta impenitente e imperterrita, dove il nome di 'scelta' rischia per intero la sua opacità- lo scegliere non facendo qui segno a una soggettività come fosse impegnata a una mossa di scacchi - merita, almeno secondo il firmatario di questo gesto di accompagnamento, ogni supplemento attenzione. Una scelta ardita, temeraria, essa stessa isolata, che pare cioè fatta apposta a convergere con l'isolamento percettivo di queste Opere, con la loro scarnificazione non disincarnata, con la estraneità nient'affatto padroneggiabile di ciò che, di una operazione di sogno ovvero di memoria, impenitente e imperterrito, resta. Se il tempo mosso e movimentato di sogno e memoria, vorace e paziente che sia, si da' nella girandola inesauribile (e indecidibile) del colore, quello sospeso isola il suo resto, affidandolo a una girandola altrettanto inesauribile (e indecidibile) di un altro resto, di uno scarto emergente da pure virtualità di colore, il nero e il bianco, appunto.
Arturo Martone