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L'INCENDIO DELLO SCIENCE CENTRE

L'incendio del 4 marzo 2013 è una ferita che dev'essere al più presto sanata. Va detto, però, che chiunque abbia agito non ha fatto i conti con un sentimento di indignazione e orrore che ha visto uniti in queste settimane semplici cittadini, mondo della scienza, istituzioni; a Napoli, in Italia e in tutto il mondo; con una forza e un affetto che ha colpito e commosso tanti.

L'incendio ha avuto anche un altro effetto, imprevedibile per i criminali che l'hanno commesso; ha evidenziato il fatto che Bagnoli, area-simbolo della società industriale, può e deve rinascere a nuova vita coniugando industria innovativa, pulita e compatibile con un territorio di straordinaria bellezza e storia. Ha ricordato a molti la traccia da seguire per una riconversione ecologica dell'economia e della civiltà. Quando un quarto di secolo fa lanciammo queste parole d'ordine non tutti capivano. Oggi si tratta, anche di fronte alla terribile crisi che ci interroga su prospettive e vie d'uscita, di un tema di discussione globale.

L'incendio dello Science Centre rimane comunque una tragedia; una tragedia collettiva per la nostra città, perché sembra lanciare a tutti, e in maniera drammaticamente spettacolare, il messaggio che troppi in questi ultimi decenni hanno provato a far divenire senso comune: l'idea per cui la cultura, il sapere, la ricerca non hanno alcun valore.

La nostra risposta, come sempre, è stata con i fatti. Le attività di Città della Scienza non si sono fermate nemmeno per un'ora. E poco più di un mese dopo l'incendio abbiamo riaperto – seppur in forma ridotta – le aree espositive, con la bellissima festa del 14 aprile. Abbiamo reagito così allo smarrimento e al dolore; e crediamo sia la strada giusta, quella su cui chiediamo a tutti di sostenerci e di starci affianco anche nei prossimi mesi, quando l‘eco delle fiamme sarà scemata e la ricostruzione sarà operativamente ripartita.

In questo delicato passaggio il mondo delle arti, che ringraziamo per questa bella iniziativa, ci è stato particolarmente vicino: non solo credo per condivisione di un percorso creativo, ma anche perché nessuno più degli artisti assume su di sé il compito difficile di elaborare e farci elaborare i piccoli e grandi momenti, individuali e collettivi, delle nostre esistenze. E il 4 marzo 2013 richiederà un tempo lungo e un difficile lavoro di elaborazione.

Come è noto la parola "sacrificio" vuol dire letteralmente "rendere sacro". L'incendio di Città della Scienza, il suo sacrificio, ha smosso coscienze, ha fatto riflettere tanti e ha reso questo nostro luogo, per certi versi, sacro. Il museo interattivo di Città della Scienza perciò sarà ricostruito dove era, come era, più bello di prima, in segno di continuità e di monito contro l'ignoranza e contro ogni violenza.

Vittorio Silvestrini
Presidente di Città della Scienza
 
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